Cliente

Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Obiettivo

Studio di fattibilità per la realizzazione del villaggio olimpico in grado di ospitare 16.000 atleti, per le olimpiadi di Roma 2024.

Skills Involved

Skills

  • Autodesk Autocad
  • Autodesk Revit
  • Autodesk 3D Studio Max
  • Adobe Illustrator
  • Adobe Photoshop

Masterplan Tor Vergata

Studio di fattibilità per la realizzazione del villaggio olimpico di Roma 2024

Il progetto per la realizzazione del villaggio olimpico per le Olimpiadi di Roma 2024 ha identificato come area d’intervento il territorio del campus di Tor Vergata, una periferia non tipicamente distinguibile in cui non sono più evidenti i caratteri della campagna romana, ma che ancora non è riconoscibile come città, cioè una “città in estensione”.

Progettare nuove forme di urbanità in aree come questa richiede la messa a punto e l’utilizzo di nuovi strumenti che si basano su un sistema di profonda conoscenza del territorio che integra diversi approcci di studio. In particolar modo si fa riferimento a cinque metodologie tra loro necessariamente complementari:

  • Lavorare sui margini
  • Lavorare sulle strutture di area vasta
  • Lavorare sulle reti ecologiche
  • Lavorare per polarità
  • Lavorare sui percorsi della nuova urbanità.

«In architettura un progetto di lunga durata introduce il tempo della modificazione come rispecchiamento del farsi delle cose […] Un progetto così inteso è rivolto, forse, ad indicare il problema piuttosto che a risolverlo. Come tale non può, o non dovrebbe, concludersi nella manifestazione folgorante della soluzione, nell’architettura come oggetto finito, il quale elevandosi a rango suntuoso del significante, in quanto opera compiuta, non è più negoziabile né modificabile. […] una forma di progetto che resiste alle lusinghe dell’architettura istantanea, divenuta esercizio dominante nella logica del master plan, e che rifugge parimenti dalla ostentazione d’improbabili utopie o dalle lusinghe del bel gesto. Si tratta piuttosto di un procedimento, che si propone come condizione comportamentale, utile a guidare la progressione evolutiva delle soluzioni, capace di ospitare sviluppi imprevisti, avanzati anche da progettisti differenti, in tempi diversi, o sollecitati viceversa dalla maturazione di nuove istanze collettive»[1].

[1] Cit., L. Ramazzotti, Il progetto come dispositivo, in A. Falzetti, L. Ramazzotti, Paesaggi da decifrare. Gli sguardi del progetto, Roma, Gangemi 2012, p. 24.